Storiografia e composizione delle Confraternite
Durante la Settimana
Santa, ma non solo, le Confraternite di Cuglieri hanno un ruolo fondamentale
e imprescindibile, svolgendo compiti importantissimi allo svolgimento delle
funzioni religiose.
Andiamo a vedere meglio la loro origine, la sede di ognuna di loro e i loro
abiti caratteristici:
L'Arciconfraternita
della Santa Croce
Per quanto concerne l'origine di quest'associazione a Cuglieri esiste un documento
datato 1550, che tratta della nascita di questa confraternita per interesse
di certo Antonio Cavaro, ed un altro datato 1558 tratta dell'affiliazione alla
"Arciconfraternita del Gonfalone" di Roma (nome con il quale si fregiarono,
in seguito, anche i nostri e la maggiore parte delle confraternite della Santa
Croce in Sardegna e nel resto del continente). D'altronde l'uso di associarsi
a Roma era una pratica diffusa presso le confraternite di quasi tutte le devozioni,
come vedremo in seguito. La sede di quest'associazione, a Cuglieri, è
da sempre la chiesa di Santa Silvana, la quale, in seguito all'occupazione,
prese il nome della confraternita.
L'abito è composto di: camicia e gonna bianche ed una cinta rossa con
fiocco rosso sulla sinistra, più un cappuccio bianco per i funerali ed
i riti della settimana Santa. Il priore porta appeso alla camicia un medaglione
rappresentante il Crocifisso sul Golgota.
L'Arciconfraternita
della Madonna delle Grazie\Addolorata
La confraternita comparve probabilmente quando i Padri Servi di Maria, nel 1540,
occuparono il territorio su cui oggi sorge il convento e l'attigua chiesa di
Santa Maria delle Grazie, fatti erigere con le elargizioni della Marchesa donna
Lucia Zatrillas, morta nel 1545 e sepolta nella stessa chiesa. Ma è un'ipotesi
probabile anche quella secondo cui la chiesa e la confraternita, che lì
trova il suo oratorio, preesistevano all'arrivo dei Padri. E' invece sicuro
che alla confraternita, da parte dei frati, fu imposta la speciale devozione
per la Madonna Addolorata, visto che ne furono i principali propagatori in tutto
il continente Europeo. Lo stemma principale rappresenta la Madonna con il cuore
trafitto da una spada, a ricordo della Profezia che alla Madonna fece San Zaccaria,
al momento della presentazione di Gesù al tempio (
ed una spada
ti trapasserà l'anima
). I priori neoeletti (o i sotto-priori) portano
appese due grosse medaglie: una rappresenta la Vergine delle Grazie, l'altra
un cuore trafitto da sette spade, simbolo dei sette dolori della Vergine.
L'abito è così composto: camicia e gonna bianche, scapolare e
cinta neri con fiocco nero sulla sinistra, più cappuccio bianco per i
funerali ed i riti della settimana Santa.
La
confraternita del Santo Rosario
La confraternita nacque per volere espresso dei padri Domenicani, nel 1675,
e occuparono l'oratorio della chiesa di Santa Maria delle Nevi, che dal 1668
aveva assunto il ruolo di parrocchia, fino ad allora occupato dalla chiesa di
Santa Silvana. I confratelli si occuparono di erigere, all'interno della chiesa,
la cappella della Madonna del Rosario.
L'abito è formato da: camicia e gonna bianche, cinta nera senza fiocco
e mantella nera, più cappuccio bianco per i funerali ed i riti della
settimana Santa. La medaglia che porta il priore raffigura la Vergine del Rosario
assisa in cielo fra i Santi Domenico e Caterina da Siena. Un settecentesco acquerello,
conservato all'interno della sala capitolare della basilica, rappresenta l'apparizione
a San Domenico dell'Angelo mandato dalla Madonna con il compito di incaricare
il Santo di diffondere la pia pratica del Rosario.
La
confraternita del Carmelo
Con un breve Apostolico datato 13 novembre 1702, papa Clemente XI, ordinava
affinché l'ex chiesa di Sant'Ubaldo (già ex Santissima Trinità),
assumesse il nome di chiesa della Beata Vergine del Carmelo e che, contemporaneamente,
vi fosse eretta l'omonima confraternita. Un altro documento, risalente all'anno
1740, conservato nella chiesa dei Carmelitani "delle Tre Cannelle"
in Roma, testimonia l'avvenuta affiliazione della confraternita Cuglieritana
con l'arciconfraternita del Carmelo romana.
L'abito è composto da: camicia e gonna bianche, scapolare e cintura marrone
senza fiocco, più cappuccio bianco per i riti della settimana Santa.
La
confraternita di San Giovanni Battista
Sull'esistenza di questa confraternita, che ha sede nella chiesa omonima, esiste
un documento di notifica da parte della Santa Sede datato 1861, anche se le
sue origini sono probabilmente più remote. Soppressa intorno al 1930,
in seguito all'arrivo dei Padri Gesuiti nel Seminario Pontificio che qui a Cuglieri
aveva sede, fu ricostituita nel 1992.
Il vestito è abbastanza complesso: camicia e gonna bianche, scapolare
grigio, mantella rossa, cinta rossa con un cordone rosso appeso sulla sinistra.
Per i funerali ed i riti della settimana Santa, anziché il solito cappuccio
bianco, sono soliti portare un largo cappello rosso. Il priore, sotto le vesti,
porta appesa una croce in legno, inoltre, invece che la cintura rossa, ne porta
una bianca; la medaglia che porta appesa è in legno e rappresenta San
Giovanni Battista bambino in compagnia dell'Agnus Dei, ovvero Gesù sotto
le spoglie di agnello sacrificale
La confraternita della Madonna della Misericordia
Scomparsa dal 1914,
ne rimane un vivido ricordo nelle testimonianze dei vecchi Cuglieritani. Probabilmente
nacque sul finire del 1700, in aiuto all'ordine francescano dei Cappuccini,
dai quali presero come oratorio la chiesa dei Santi Antonio da Padova e Edoardo
Re. L'abito era così composto: camicia e gonna bianche, mantella azzurra,
scapolare azzurro e cintura azzurra con fiocco rosso sulla sinistra (la descrizione
è desunta, oltre che da tradizione orale, dai riquadri dipinti all'interno
della cupola della Basilica di Santa Maria della Neve, dove si sostiene che
siano rappresentati i membri). Si dice che il bianco cappuccio utilizzato durante
i funerali ed i riti della settimana Santa ricoprisse interamente il viso ed
avesse dei fori in prossimità degli occhi, conformemente ad un uso esteso
ad altre confraternite presenti in Sardegna e nel continente italiano. Il priore
portava un rosario appeso alla cinta, una croce sullo scapolare ed una medaglia
raffigurante un teschio sormontato da una croce. Lo stendardo, recentemente
ritrovato, raffigura, su uno sfondo di velluto nero, la Madonna della Misericordia
ed il Bambinello, il quale sorregge il mondo stretto in una morsa dalla Sacra
Spina, come immagine metaforica dellumanità sofferente.
La confraternita, come si potrebbe desumere dal medaglione del priore e dal
colore luttuoso dello stendardo, aveva il compito caritatevole di
occuparsi delle esequie dei bisognosi.